domenica 3 giugno 2007

#SFOGO SERALE A STOMACO VUOTO PRECENA PRESAMI PREFINESCUOLA PRE.....SUNTUOSO#

Io non ci credo negli arrivederci.

Se qualcosa finisce è finita.

La vita non ammette pause.

La pause non ammettono vita.

Poi si può giocare con le parole,
ci si può illudere,
consolare,
divertirsi ad immaginare,
ma la parola fine conosce solo il senso dell'addio.

Voi conoscete il senso dell'addio?

Lo conoscete tutti
ma come ogni cosa scomoda
fate finta di ignorarlo.

Niente ringraziamenti,
Niente meriti,
Niente promesse nell'addio:
Ogni cosa sarebbe inutile.

Commemorare il passato?
E a cosa servirebbe?
Assegnare meriti o rivolgere gratitudine a chi non rivedrai mai più?

"Per me è stato importante"
Se fosse cosi importante adesso non sarebbe confinato
in quel limbo chiamato passato
di cui la parola fine è il confine ultimo.

Non ci credo negli arrivederci,
se sono addii travestiti
di inutile ipocrisia
o di bigotta formalità.

Non ci credo negli arrivederci
fatti di
"è stato bello"
"Ho imparato tanto da te"
"Ti voglio bene"
se non lo si è dimostrato davvero:
pensateci.

Pensateci
che pensare infondo non è un reato.

Non vi costa niente
e vi evita di affogare nel mare dell'ipocrisia,
che diviene sempre più popolato man mano.

Crogiolarsi nell'insano ricordo di qualcosa che non è stato?
Crogiolarsi nell'insana necessità di ricordare qualcosa?
Non serve a niente.





Illudetevi che scrivendo
diari
di dolci ricordi
le cose parranno aver senso.

Il senso non lo danno i ricordi
tantomeno quelli legati
a uno schema

Ed i grazie lasciateli al tempo,
che saprà darvi
il migliore compenso.

Dove l'umana ragione non può fomentare
il suo ego,
pur tendendo all'estremo i suoi arti,
li il tempo saprà darvi risposta.

Delle stelle conosci solo la luce:
Ciò che lasciano in cielo in attesa
che qualcuno le scorga.

Ed il tempo s'aggrava del peso
di darne risposta
a quegli occhi che umana natura
altrimenti,
avendoli resi
orfani e cechi,
non avrebbe saputo parlare.

Non cercare risposta nel cuore,
il giudizio trova dimora nel sublime intelletto
di chi non conosce colore di sorta.

Non cercare risposta nel cuore,
saprà porti solo questioni:
dispotiche, amare.

Ed è l'uomo che seque
i traggitti
segnati dal cuore
ad errare da solo
sperduto nel dubbio.

Ma il cuore non sbaglia:
lui s'ammalia anche solo del vento
se lo lasci fare.

Lascia fare ed il tempo
il giudizio
saprà ripagare.

Non invito alcuno
a tacere il suo cuore
ma l'esorto a tacerne
gli inganni.

Non invito alcuno
a tacere il ricordo
ma l'esorto a non celebrarne
le trame sbiadite
tessute di noia e fittizia
ossessione
legata
al ricordo,
bisogno incessante

Non invito alcuno
a tacere la gioia
del poco che resta
guardando a domani,
l'esorto a sapersi
guardare dall'indomito
istinto a galvanizzarne
la fine.



Non ci credo negli arrivederci,
se tengo a qualcosa la porto con me
che il mio cuore altrimenti
mi renderebbe dannato.

Non ci credo agli arrivederci,
ma non credo nemmeno che il cuore
dia i migliori consigli:
spesso vede profili di cose
che mai esisteranno:
starà a me saper giudicare.

Guardare ciò che è reale,
ciò che è stato reale.

Dire grazie,
se è il caso:
se è il caso davvero.




Non ringraziare però
l'amaro destino
di quell'amare
che è come un vagabondo cercare
nel nulla
qualcosa
che inseguivi in un sogno.

Non è il cuore a mentire:
il cuore mi pare un ingenuo viandante
che non conosce la strada
e chiedendo vuole arrivare:
che, spesso, non arriva lontano.

Ricorda,
il tempo scorre veloce.

Sarà il ricordo d'aver ricordato
a ferirti,
a farti del male,
nell'ignobile scorrere
del tempo
che non sa ricordare,
ma solo procedere,
mai fermarsi
voltandosi indietro.




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